DAP Studio – Centro Culturale – Ranica

L’edificio, che ospita la Biblioteca Civica, un piccolo auditorium, una scuola per l’infanzia e vari spazi per la cultura ed il tempo libero, è parte di tutto il sistema culturale della Val Seriana.
L’organismo architettonico opera un salto di scala, determinando nuove tensioni non solo nel contesto urbano ma anche nel sistema sociale, agevolando la creazione di un network culturale di cui la città, in precedenza, era priva.
La peculiarità del progetto risiedono nelle scelte compositive operate affinché venisse enfatizzato il ruolo degli spazi aperti e sul progetto del piano terra, in quanto area pubblica fruibile da chiunque.
Il nuovo centro culturale è interpretato come catalizzatore della vita urbana: da un lato laboratorio di formazione e informazione, dall’altro nuova piazza per incontrarsi, comunicare, consolidare nei cittadini un senso di appartenenza al proprio territorio; un’importante occasione che permette alla città di rendere più forte la propria identità ed affermare il ruolo di “cuscinetto” tra il comune di Bergamo, a pochi passi, e tutto il sistema delle valli bergamasche.
L’edificio cerca di lavorare anche a livello urbano, declinando in maniera contemporanea il tema storico della piazza nei centri storici italiani; storicamente la piazza, nelle nostre città, viene configurandosi tramite i limiti fisici e visuali degli edifici che la circoscrivono; il progetto, in questo caso, tenta di “ibridare” la netta frattura tra il pieno dell’edificio e il vuoto della piazza, aprendo l’edificio pubblico alla vita della città e intercettando i flussi di attraversamento pedonali che penetrano fin dentro la “massa edilizia”, quasi sospesa.
L’edificio si organizza su un duplice livello e, perimetralmente, il piano più alto aggetta rispetto a quello sottostante. La composizione si caratterizza per l’idea di un grande volume compatto, rivestito in policarbonato, che appare sospeso e sotto il quale il disegno degli spazi aperti si insinua e si fonde con il sistema degli accessi e degli spazi indoor. Il piano terra ha una forte permeabilità e fondamentale è l’importanza che assumono gli spazi di intermediazione e di passaggio tra interno ed esterno. All’interno, due patii aperti “bucano” la stereometria del volume assoluto, portando aerazione e luce naturale al pianterreno. Snellezza, compattezza ed eleganza dei volumi esterni concertano con la vivace complessità degli spazi introversi, pur garantendo una chiara ed esplicita distribuzione delle attività. Nell’ampio spazio a doppia altezza della biblioteca le diverse aree funzionali appaiono come volumi indipendenti e di differente altezza collegati in quota da passerelle e ognuno in forte rapporto visuale con lo spazio esterno del patio centrale.
Un vero e proprio luogo di aggregazione di condensazione della vita sociale, frammento di città contenuto all’interno di un perimetro di poche centinaia di metri quadri. Un progetto dove il contesto urbano è sempre onnipresente, non come mero sfondo pittoresco, ma come “tessuto” più ampio e complesso sul quale intervenire secondo un dialogo che determina effetti a una scala più ampia. Nulla è lasciato al caso, ogni parte è disegnata sino all’ossessione in modo da ridurre il rischio di modifica aleatoria in cantiere: maniacale è il controllo perentorio e preciso di ogni singolo aspetto progettuale, dal dettaglio minuto sino all’impianto generale del progetto.

Architetto: DAP Studio Elena Sacco – Paolo Danelli – Paola Giaconia
Collaboratori: Pasquale Gallo, Alessia Mosci, Laura Tagliabue, Paolo Vimercati
Localizzazione: Ranica, Bergamo, Italia
Ingegneria: Ing. Davide Arrigoni (strutture) – Milanoprogetti S.p.A. (impianti)
Impresa: Edil Emmeti srl – Bergamo (opere edili); Caslini sas – Bergamo (impianti meccanici); Dragoimpianti srl – Bergamo (elettrico e illuminazione); Biblio sas – Treviso (arredamento)
Cronologia: 2005/06(progetto)-2007/10(realizzazione)


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