Jean Nouvel – Centro Acquatico – Le Havre

L’architettura di Jean Nouvel non è un’architettura filosofica, non ha nulla a che fare con la materializzazioni di ideali univoci, statici e perfettamente riconoscibili. Ogni progetto dell’architetto ha una sua storia, una sua autonomia, caratteristiche proprie e uniche. In questo edificio Jean Nouvel sceglie un approccio mutuato dalle antiche terme romane, proiettandole attraverso un’architettura monocroma e monomaterica progettata con un non marginale grado di complessità.Il progetto si trova a Le Havre, piccola città portuale della Normandia i cui Dock sono i più antichi realizzati in Francia. Il processo di progressivo abbandono ha visto un’inversione di tendenza dettata dal nuovo piano di riqualificazione.Il complesso acquatico rappresenta un tassello all’interno del piano di trasformazione di Le Havre e sorge su uno spazio liberato a seguito della demolizione di due hangar.L’edificio si articola attraverso  una superficie di circa 5000 mq e si sviluppa principalmente su due livelli.Mutuato dalle terme romane, l’impianto del complesso viene progressivamente scoperto attraverso la temperatura dell’acqua e il sapiente uso della luce zenitale che filtra all’interno e, incontrando la superficie trasparente dell’acqua colora le pareti di cemento completamente bianche.Tre nuclei suddividono e si insediano all’interno dello spazio : il primo è costituito da una piscina olimpionica, riscaldata, ad otto corsie regolamentari, profonda 1.80m e situata all’aperto; una seconda piscina che si sviluppa all’interno per poi invadere lo spazio esterno occupa una superficie di 286mq, profonda 1.20m; infine una vasca ludica, coperta, di 117mq attrezzata in modo da divertire i piccoli fruitori. Attorno a queste tre superfici d’acqua si sviluppano i servizi e i luoghi atti al benessere quali saune, bagni turchi e palestre.Il parallelepipedo architettonico viene consapevolmente scavato, suggerendo dall’esterno la complessità compositiva dell’interno. Il metallo cattura i cambiamenti di luce del cielo della Normandia, e viene interrotto da aperture solo apparentemente casuali, che in realtà denunciano l’assetto funzionale e distributivo.L’ingresso, situato su Quai de la Reunion, viene scavato e introduce immediatamente il fruitore all’interno di uno spazio che filtra e media il linguaggio tra l’immagine della cittadina di Le Havre e l’interno del nuovo centro ludico: dai colori cittadini, all’etereo spazio bianco di Jean Nouvel, dal rumore urbano al dolce suono dell’acqua, che sola si muove nella stanza.Il colore bianco è ottenuto da una pasta di vetro e si estende su tutta la superficie, da quella contenente l’acqua a quella che, grazie alla luce zenitale ne consente riflessi incontrollabili identificati da un’ampia gamma di colori.Un’unica area si distacca dalla candida superficie dell’edificio attraverso un’esplosione di colori: questa stanza, scavata all’interno di un volume adiacente una delle vasche principali, è dedicata ai bambini e viene caratterizzata dalla presenza di diverse piattaforme che giocano con i gialli, i verdi, i rossi e le diverse quote.L’impressione è quella di un luogo elegante, esternamente monolitico, scuro, e internamente dotato di una complessità bilanciata dalla sapiente contrapposizioni di volumi, bianchi, tagliati e caratterizzati dai giochi di luce.


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