Ancora pochissimi giorni (fino al 24 luglio) per visitare un’altra delle esposizioni che in questo centocinquantenario dell’Unità d’Italia vogliono celebrare l’italico genio creativo; questa volta è Milano a celebrare uno dei suoi figli più celebri, Giò Ponti, con una mostra più generale in Triennale ed una specifica sulle ceramiche al Pirellone.
La mostra, ristretta ma molto densa racchiude opere e rappresentazioni significative dell’iter di un tuttofare come Ponti; dalle ceramiche ai modelli di studio delle sue architetture ai mobili. Del resto Ponti, architetto e disegnatore è risaputo disegnasse tutto nelle sue opere; dall’idea iniziale al pomello della maniglia della porta.
Una collezione, dunque, molto eterogenea, difficile dire quali siano i pezzi più pregiati. I piatti per le ceramiche Pozzi, le posate disegnate per Christofle, le varie sedie e le scrivanie, i numeri della sua rivista, Domus, i progetti per gli interni dell’Andrea Doria, l’immancabile Pirellone e progetti meno noti ma immediatamente riportabili all’abile mano di Ponti, come la Concattedrale di Taranto, oppure, ancora, i disegni di una improbabile automobile Linea Diamante.
Ma c’è qualcosa che dovrebbe catalizzare l’attenzione del visitatore, quanto meno di colui che è introdotto all’ambiente dell’architettura: un breve testo stampato a muro in italiano con rispettiva traduzione inglese nel quale Ponti riprende l’architetto inglese Jordan:
Milano – dice [Furneaux Jordan], e su questo voglio porre l’accento perché si tratta di Milano moderna – è il più recente fenomeno “continuativo” della storia italiana, perché partecipa della vera tradizione, la quale – egli dice per gli inglesi ma io vorrei dirlo per molti italiani – vera tradizione “non significa maggiordomi, case pompose, o edifici che armonizzino con San Paolo” (per gli italiani case in stile) ma significa far cose nuove in modo nuovo (come s’han da fare se esse sono nuove) facendole bene come le fecero 500 anni fa”. Ecco la tradizione! ecco, nella modernità audace, il vero ritorno della tradizione vera!
Dovrebbe bastare un pensiero di questa levatura per una profonda riflessione.











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