Peter Zumthor – Cappella di Bruder Klaus – Mechernich

La cappella, commissionata da una coppia di agricoltori locali che hanno voluto onorare Bruder Klaus, santo patrono vissuto nel XV secolo, si erige nella campagna dell’Eifel, nell’ovest della Germania.
Esternamente si presenta come un parallelepipedo in calcestruzzo alto 12 metri e solo una piccola croce di metallo, posta sopra l’ingresso triangolare, ne rivela il carattere sacro.
Un aspetto interessante della chiesa risiede nel processo costruttivo utilizzato, al quale hanno partecipato agricoltori locali guidati da un costruttore e un capomastro.
Centododici pali, ricavati da fusti di alberi provenienti da un vicino bosco di proprietà dei committenti, disposti a cono, formano una struttura attorno alla quale sono state posate 24 gettate di calcestruzzo di 50 cm ciascuna, senza l’uso di addensanti e della vibrazione.
Queste “giornate di lavoro” sono ben visibili nel prospetto, che presenta 24 strati di sfumature e texture leggermente diverse, a testimonianza del lavoro manuale.
Al fine di rimuovere il telaio di legno è stato tenuto acceso un fuoco all’interno della cappella per tre settimane, in modo che i tronchi, carbonizzando, si riducessero staccandosi così dal calcestruzzo. Questo metodo ha lasciato sulle pareti interne, che mantengono la forma dei tronchi, oltre ad una componente olfattiva tipica della cenere, le tracce nere della combustione.
Lo sguardo è quindi direzionato verso il centro del cono, in cui è presente una sola apertura a forma di oculo che permette l’ingresso degli agenti atmosferici e della luce, creando così all’interno della cappella ambienti diversi in base all’ora del giorno e al periodo dell’anno.
La luce e la pioggia interagiscono inoltre, sia col pavimento, sul quale è stato posato uno strato di 2cm di piombo fuso, sia con le 300 perle di cristallo soffiato che chiudono i fori nel calcestruzzo.
Una panca di legno di tiglio, un contenitore di sabbia per le candele e una scultura in bronzo del santo realizzata dallo scultore svizzero Hans Josephson, costituiscono l’arredamento di uno spazio creato con elementi locali, di dimensioni minime, privo di impianti idraulici, acqua corrente ed elettricità, che riesce a coinvolgere tutti i sensi, invitando così il fruitore al silenzio e alla meditazione.

Progetto: Peter Zumthor
Collaboratori: Rainer Weitschies; Michael Hemmi; Frank Furrer; Pavlina Lucas; Rosa Goncalves
Strutture: Jürg Buchli, Claus Jung
Committente: Trudel e Hermann-Josef Scheidtweiler
Localizzazione: Mechernich, Eifel, Germania
Cronologia: 2005-2007: realizzazione; Maggio 2007 completamento
Immagini: Thomas Mayer; Samuel Ludwig


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