L’edificio sorge accanto al precedente studio di Peter Zumthor, completato nel 1986, e tuttora attivo: una semplicissima costruzione mimetizzata efficacemente con le case del villaggio, per il rivestimento in lamelle lignee.
Contrariamente, la nuova casa-atelier si stacca palesemente dall’ambiente circostante proprio per via dei materiali: calcestruzzo in vista per le pareti e lamiera grecata per la copertura a doppia falda del corpo su doppio livello, dove trova posto l’abitazione. L’alteritá e l’introversione che contraddistingue il muro cieco sud dello studio, in realtá denunciano un fortissimo legame con il circostante, fatto di case isolate, alternate da piccoli orti aperti.
L’edificio si organizza attorno ad un patio dalla geometria allungata che si apre verso ovest, in luogo dell’ingresso allo studio. Da questa posizione è ben visibile la finestra di grandi dimensioni che da luce al soggiorno, impaginata-come altre-con un largo infisso in acciaio che si stacca dal piano del muro. Sul lato nord, verso le montagne e il fiume, si affacciano ampie vetrate in corrispondenza di un ambiente di ingresso poco profondo, della camera da letto e studio annesso situata al primo piano, e della cucina rialzata rispetto alla quota stradale.
Sul patio si affacciano: studio, sala riunioni, atelier privato-quale anche ambiente di distribuzione-e soggiorno. La sequenza di questi ambienti segue la logica, graduale ma rigorosa, del passaggio dalla vera zona pubblica-studio più postazioni dei collaboratori-a quella privata e intima delle camere al primo piano.
Gli ambienti creano una continuità spaziale articolata da blocchi chiusi, dove trovano spazio le funzioni di servizio: archivio, biblioteca, dispensa e servizi.
I collegamenti col piano superiore sono garantiti con due scale, per nulla enfatizzate e-anzi-abbastanza anguste, una delle quali connette direttamente cucina e camere da letto. L’uso di forme geometriche e colori sobri/neutri, contrastanti con la vivacità esuberante della vegetazione del patio è ancora una volta cifra stilistica di una grammatica architettonica dove le qualità tattili dei materiali sono esaltate in maniera straordinaria: la sensualità della materia.
La continuità fra spazi legati al lavoro, allo studio, alle funzioni quotidiane dono gli indizi chiave per comprendere la volontà zumthoriana di mantenere il tutto in una dimensione strategica che consente di controllare personalmente tutte le fasi d’ideazione e di realizzazione dell’edificio e di intraprendere un rapporto continuo, diretto, quotidiano fra i collaboratori.
Architetto: Peter Zumthor
Localizzazione: Haldenstein-Coira-Grigioni
Committente: Peter Zumthor
Dati dimensionali: 1.050 mq. Area, 576 mq. Superf.totale netta
Cronologia: 2002(progetto), 2003/04(realizzazione)
Strutture: Conzett Bronzini, Gartmann AG











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