Spadoni & Associados – Casa Cayowaá – São Paulo

Il progetto è il risultato dell’ampliamento e trasformazione di una antica casa.
L’obiettivo era quello di attualizzare la distribuzione fra gli ambenti, per far si che la residenza, di 170 m² e 50 m² di terrazzo, diventasse più ampia e adatta alle esigenze dei proprietari.
Lo scenario esistente era costituito da un blocco principale a cui si aggiungeva un corpo di fabbrica arretrato, senza una vera relazione fra le parti.
Il metodo di attuazione/costruzione del progetto ha facilitato i cambiamenti strutturali: con una configurazione originaria in pareti di mattoni, l’edificio, non aveva un sistema di pilastri e travi. A partir da ciò, l’architetto ha optato per rinforzare le strutture verticali monolitiche esistenti, con inserzioni strutturali puntuali in calcestruzzo armato, alle quali poi, ha connesso le nuove travi metalliche a “I” che sostengono il nuovo piano della casa.
Il progetto di restauro della residenza non è appena un riconfigurare gli ambienti, bensì, anche un conferire maggior privacy alle aree “riservate”; il vecchio dormitorio convertito a sala di TV e video è, al medesimo tempo, anche luogo di passaggio per la stanza-studio, per la parte superiore, al fondo. Con l’installazione di una parete mobile è stata garantita si la connessione fra la sala e il pian terreno che, in modo opposto, l’indipendenza della stanza-studio.
La maggior parte delle finiture è stata modificata, con l’enfatizzazione delle pareti laterali data dal calcestruzzo faccia a vista, nella cucina e in alcuni spazi esterni, che oltre a costituire il necessario adeguamento strutturale conferiscono anche una nuova configurazione degli spazi.
Nelle zone umide sono stati utilizzati vetro, ceramica e resina epossidica. Il pavimento del piano terra è, anch’esso, in resina, e nello studio è stato applicato un parquet di legno. Nelle camere da letto e in ufficio sono stati conservati i pavimenti in mogano, ancora in perfette condizioni. La facciata esterna non è stata alterata in maniera significativa, dal momento che l’idea era quella di mantenere l’architettura originale congiunto di residenze, di cui la villa fa parte. L’intervento saliente, che ha riguardato il prospetto, è stato la sostituzione di un portone di entrata laterale per un giardino che integra lo spazio esterno con l’interno per mezzo di una porta in vetro a battente.
Il progetto illuminotecnico è stato pensato a partire dalle nuove configurazioni spaziali, con nuovi apparecchi illuminanti a maggior potenziale.
Il progetto, per concludere, assume un ruolo di importanza assoluta nel panorama delle residenze private costruite in Brasile negli ultimi anni, data dal fatto che, il risultato, non è la costruzione da zero di una lussuosa villa unifamiliare; la sensibilità e la profondità teorica di Spadoni, gli hanno consentito di intuire l’importanza storica del manufatto architettonico e un progetto “sottile”, raffinato ha consentito di non snaturare la natura originaria di un bene, parte di un complesso residenziale di case e quindi di un “sistema” di facciate che caratterizza quel luogo della città. Una esperienza progettuale pionieristica, in un contesto culturale dove il rinnovamento di antiche strutture è ancora un settore acerbo e, dove, ancora più straordinaria, è stata l’abilità nel saper intuire cosa conservare e perché, cosa alterare e come.

Architetto: Francisco Spadoni
Equipe: Spadoni Arquitetos Associados (Tiago Andrade, Carolina Mina Fukumoto, Fabiana Benine, Sabrina Chibani, Samir Gouveia)
Localizzazione: Rua Cayowaá, Sumaré, São Paulo, Brasile
Cronologia: 2010 (progetto e ultimazione)
Area costruita: 150 m²
Strutture: Marcel Mendes
Paesaggismo: Célia Alves
Fornitori: Açotech (strutture metalliche), Projeto Envidraçamentos (elementi in vetro), Delta Pisos (pavimenti e finiture)
Foto: Tiago Andrade


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