Studio Ricatti – Sede Centrale Diesel – Vicenza

L’Headquarters sorge in un area in precedenza occupata da un impianto di industria meccanica.
La geometria e l’estensione dell’area, i vincoli urbanistico-edilizi e il programma dettato dalla committenza, hanno indirizzato la progettazione generale del complesso architettonico, la cui disposizione rispetto al lotto, è determinata dal grande asse infrastrutturale a sud, che si stacca dalla strada provinciale che perimetra l’area nella parte est; su questo stesso asse vengono individuati gli ingressi carrabili e pedonali. L’accesso mediano crea un percorso su asse sud-nord che separa le due aree del sistema organizzativo aziendale con, a ovest, quella dei magazzini con i relativi piazzali di manovra e, a est, quella degli uffici.
La volontà che ha guidato i progettisti è stata quella di disegnare un organismo architettonico che non fosse solo una risposta adeguata alla sua utilizzazione, ma fosse -anche- qualcosa che si potesse “aprire” alle situazioni esistenti sul luogo, riscattate enfatizzando l’identità del progetto a scala urbana ancor prima che architettonica.
Alla gerarchia di una complessa articolazione di spazi autonomi, collegati secondo un rigoroso impianto planimetrico -che distribuisce gli spazi di natura comunitaria e quelli di natura privata- corrisponde una articolazione di pieni e vuoti che consente il contenimento dei volumi e delle masse a favore di un’architettura “snella”, in cui quel che si costruisce sono i luoghi “di mezzo” fra spazio esterno ed interno.
Si è lavorato sulla sezione del terreno, abbassando la quota neutra rispetto a quella media dell’asse di penetrazione sud, a +3,50 m, ottimizzando le altezze dei volumi in riferimento alle massime ammesse dai vincoli urbanistici e “plasmando” il suolo per un’articolata morfologia: patii quali luoghi di relazione, fulcro energetico e insieme luoghi contemplativi; definizione del margine quale mediazione col contesto attraverso relazioni visive e filtro protettivo; campi sportivi per svago e dinamicità integrati col contesto; infine ricchezza di vegetazione, caratterizzazione degli ambiti dei rapporti percettivi; giardini pensili.
La planivolumetria organizzatrice dell’agglomerato di nuovi volumi multifunzionali, si sovrappone al network di flussi da e per le aree con diversa destinazione funzionale, che al piano terra presenta il più alto livello di complessità -visto il sistema differenziato delle entrate e uscite, pedonali e carrabili, per i clienti, i dipendenti, i tir e le merci, con aree di parcheggio coperte e scoperte, aree di carico e scarico. Queste aree, a specificità diverse, sono integrate nella “modellazione” del terreno (cortili capaci di facilitare l’orientamento e i flussi di distribuzione e di determinare chiare polarità di accesso) costituendo la base che si rapporta con il contesto e diviene il punto di contatto fra sostenibilità ambientale e valore paesaggistico, mentre i volumi -in buona parte- sospesi sul suolo, come richiesto dal programma, sono montati e accostati innestando una dinamica, ancorché percettiva, che ne diluisce l’effetto della massa orizzontale.
La scala dell’intervento si misura con la necessità di soddisfare i diversi target d’utenza: sia le necessità individuali, quanto le condizioni spaziali richieste per quasi un migliaio di addetti, che riscatta la valenza iconica dell’edificio.
Il trattamento delle facciate vede abbinato ad una finitura in rame, le superfici vetrate visive o traslucide in policarbonato e il rivestimento in fibrocemento, in modo che l’architettura sia molto più immediata, diretta, percepibile, attraverso la sperimentazione geometrica, cromatica e spaziale, in quanto essa palesarsi -in primis- come luogo per la rigorosa materialità dei suoi volumi che si stratificano e sovrappongono a seconda dei suoi materiali.
Il progetto può essere definito un “low-rise hybrid building”, con diversi programmi funzionali: uffici, magazzini, spazi espositivi, un auditorium, un asilo, una mensa, un fitness center oltre a parcheggi coperti e centrali tecnologiche.
Un intervento inteso come progetto urbano percorso da strade e articolato in piazze: uno stato di eccezionale densità nella mera diffusione urbana che caratterizza l’intera regione. Non un “landmark” e neppure un “icon-building”, ma luogo che si palesa su scala territoriale, ovvero nel più vasto “arcipelago” metropolitano.

Architetto: Studio Ricatti – Pierpaolo Ricatti
Localizzazione: Corso Andrea Palladio 25, Breganze (VI) Italia
Ingegneria: Jacobs Italia SpA
Committente: Diesel SpA
Cronologia: 2006-2010
Impresa: Carron Cav. Angelo SpA

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