La casa Bardill sorge nel nucleo storico del villaggio di Scharans, non lontano da Films in Svizzera, nel canton dei Grigioni.
L’edificio insiste su una superficie occupata, un tempo, da una stalla.
Le norme edilizie locali prevedevano che il nuovo progetto si configurasse mutuando le medesime volumetrie; la stalla aveva una superficie di circa tre volte quella dei sessanta metri quadri, richiesti dalla committenza. Olgiati, senza perder di vista le richieste di Bardill, ha deciso di realizzare non un semplice studio, bensì un piccolo complesso introverso. Quindi, il volume della vecchia stalla risulta essere occupato, oltre che ad uno studio, anche un giardino aperto.
Il progetto è una sorta di archetipo, una “capanna primigenia”, con una volumetria minima.
Il volume deriva da una pianta trapezoidale, con cesura nell’angolo sud-ovest, da cui si dipartono le mura perimetrali massicce che sostengono il tutto. Le mura delimitano a sud il giardino e lo studio a nord.
Lo studio ha un duplice accesso: uno a nord per la cantina e a sud una scala libera.
La facciata ha solo di cinque aperture, due con protezioni in acciaio.
L’apparenza chiusa, introversa del corpo di fabbrica maschera il fatto che solo un terzo del volume accoglie-di fatto-uno spazio indoor, mente il resto è occupato dal giardino. Qui una apertura circolare si apre in alto sul cielo, quale conferma che l’edificio non è affatto monolitico bensì svuotato. L’assenza di una copertura ben individuata, enfatizza il carattere astratto dell’edificio; la casa è priva di una effettiva copertura perché le mura perimetrali delimitano soprattuttuo il giardino vuoto. Dove, al contrario, un aggetto del tetto delimita il bordo della facciata, assume un profilo affilato, fatto tramite di un calcestruzzo molto performante.
Per il cromatismo, l’architetto è ricorso ad un colore rosso che esalta proprio il tema dello spigolo. Questo particolare contrasta con il trattamento delle superfici dell’involucro stirato e liscio ma alleggerite con un motivo decoratico apparentemente sciocco, delle rosette sbozzate. Una decorazione composta da figure con diversa grandezza e distribuita in modo -solo apparentemente-casuale. Questo motivo, costituito da 1200 rosette, è molto diffuso nella pratica locale artigianale dei Grigioni.
L’impressione evocata è quella di una vecchia abitazione contadina, con robuste murature strutturali in pietra e con tagli in luogo delle aperture.
Olgiati ha declinato, con un linguaggio proprio e contemporaneo, le memorie d le tradizioni che hanno generato le antiche costruzioni, soffermandosi sugli aspetti di un gioco paradossale fatto di astrazione e naturalismo, di sintesi grammaticale e citazionismo, realizzando un’opera degna di nota.
Architetto: Valerio Olgiati
Localizzazione: Sharans, Canton dei Grigioni, Svizzera
Strutture: P.Gartmann
Committente: Linard Bardill
Dati dimensionali: 70mq atelier, 65mq garage e locali tecnici, 150mq cortile, 665mc volume
Cronologia: 2002/6(progetto)-2006/7(costruzione)








































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